Forme reali per uno spazio vettoriale complesso

Abbiamo visto in un articolo precedente il concetto di forma complessa per uno spazio vettoriale reale. Abbiamo anche visto che dato uno spazio vettoriale reale $V$ è possibile definire la sua complessificazione come lo spazio vettoriale reale $V \oplus V$ insieme alla struttura complessa canonica $J$ definita da

$$J(u,v) =(-v,u)$$

dove moralmente $(u,v) \sim u + i v$ e $J$ altro non è se non la moltiplicazione per $i$.

In questo articolo consideriamo il problema opposto, ovvero quello di vedere uno spazio vettoriale complesso come complessificazione di uno spazio vettoriale reale.

Dato uno spazio vettoriale complesso $V$ di dimensione complessa $n$ è possibile anche vederlo come uno spazio vettoriale reale di dimensione reale $2n$. Banalmente data una base vettoriale complessa $\vec{z}_i$ (con $n$ elementi) possiamo vedere $V$ come lo spazio vettoriale reale spannato dalla base $\{ \vec{x}_i, i \vec{y}_i \}$ dove $\vec{z}_i =\vec{x}_i + i \vec{y}_i $.

Tuttavia questa non è l’unica possibilità. Inoltre vorremmo considerare il problema in maniera più algebrica senza fare riferimento ad una base. Allora diamo la definizione seguente:

Proposizione. Dato uno spazio vettoriale complesso $V$, una struttura reale $\lambda$ è un’involuzione antilineare $\lambda: V\to V$.

Un’involuzione è una mappa che applicata due volte è l’identità, ovvero $\lambda^2= I$. Una mappa antilineare soddisfa $\lambda(z \vec{v}) = z^* \lambda(\vec{v})$, dove $z^*$ è il coniugato complesso di $z$, mantenendo comunque la proprietà $\lambda(\vec v + \vec w) = \lambda(\vec v) + \lambda(\vec w)$.

Moralmente $\lambda$ è una scelta di definizione per la coniugazione complessa su $V$, compatibile con la coniugazione complessa su $\C$.

Data una struttura reale $\lambda$ possiamo identificare un sottospazio $U \subset V$ che è un sottospazio vettoriale reale dato dai vettori fissati da $\lambda$, ovvero un vettore $\vec v \in V$ è in $U$ se e solo se $\lambda(\vec{v}) = \vec{v}$. Appunto essendo $\lambda$ moralmente una scelta di coniugazione complessa, i vettori “reali” sono quelli invarianti rispetto alla coniugazione.

In generale ogni vettore complesso $\vec{v}$ può essere separato nella sua parte reale e immaginaria,

$$\vec{v} = \underbrace{\frac{\vec{v} + \lambda(\vec{v})}{2}}_{\equiv \vec{v}_+} + \underbrace{\frac{\vec{v} -\lambda(\vec{v})}{2}}_{\equiv \vec{v}_-}$$

che soddisfano $\lambda(\vec{v}_\pm) = \pm \vec{v}_{\pm}$. In particolare $\vec{v}_{\pm} \in V_{\pm}$ dove $V_{\pm}$ è il sottospazio in cui $\lambda$ ha valore $\pm 1$. Questi due sono sottospazi reali ma non sottospazi complessi. Infatti supponiamo che $\vec{v}, \vec{w} \in V_+$. Allora possiamo verificare che ciò è vero per una loro arbitraria combinazione lineare reale, infatti

$$\lambda(\alpha \vec{v} + \beta \vec{w}) = \alpha \lambda(\vec{v}) + \beta \lambda(\vec{w}) = \alpha \vec{v} + \beta \vec{w}$$

per $\alpha, \beta \in \R$, e quindi anche $\alpha \vec{v} + \beta \vec{w} \in V_+$. Lo stesso ragionamento vale per $V_-$. Se invece moltiplichiamo per scalari complessi, ciò non è vero: infatti se $\lambda(\vec{v})=\vec{v}$ abbiamo però $\lambda(i \vec{v}) = -i\lambda\vec{v}= -i\vec{v}$.

Perciò in particolare lo spazio vettoriale $V$ ammette una decomposizione della forma $V = V_+ \oplus V_-$ dove $V_{\pm}$ sono i due sottospazi invarianti di $\lambda$. In questo caso, tutti e tre gli spazi vettoriali vanno interpretati come spazi vettoriali reali.

Ora la biezione lineare $K: V \to V$ data da $K(\vec v) = i \vec v$ mappa palesemente i due spazi $V_{\pm}$ l’uno all’altro, ovvero $K(V_{\pm}) = V_{\mp}$, dato che $\lambda K = -K \lambda$. Poiché è biettiva, ciò implica che (come spazi vettoriali reali) $\dim{V_+} = \dim{V_-}$ e quindi $\dim{V} = 2 \dim_{V_+}$.

All’inizio dell’articolo abbiamo costruito la complessificazione canonica di uno spazio vettoriale reale. La complessificazione permette di ricostruire lo spazio vettoriale originale tramite una struttura reale canonica data $\lambda(u,v)=(u,-v)$.

Lo spazio vettoriale $V_{+}$, è anche chiamato anche forma reale e denotato $V_{\R}$. Cosa succede se applichiamo la complessificazione canonica a $V_{\R}$? Otteniamo lo spazio vettoriale $V_{\R} \oplus V_{\R}$ con struttura complessa come sopra. Identificando $J$ con la moltiplicazione per $i$, troviamo quindi che la complessificazione di $V_{\R}$ è isomorfa allo spazio vettoriale originale complesso $V$.

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