Cos’è un’algebra di Clifford (#1)

Alle superiori abbiamo imparato che esistono due tipi di prodotto tra vettori. Se abbiamo due vettori a e b, possiamo formare i prodotto scalare ab=aibi e il prodotto vettoriale a×b=ϵijkajbk. In quest due espressioni abbiamo adottato la convenzione di Einstein, per cui se un indice è ripetuto allora è sottintesa una sommatoria su quell’indice.

Poiché il prodotto vettoriale esiste solo in 3D, per prima cosa lo generalizziamo in dimensione arbitraria. Lo sostituiamo con il prodotto esterno:

ab=a[ibj]=12(aibjajbi)

Le parentesi quadre sugli indici indicano antisimmetrizzazione. Il simbolo è un “cuneo”. Il prodotto si legge quindi “a esterno b” oppure “a cuneo b”. A parte il fattore davanti e qualche segno potete verificare che il prodotto esterno dà circa la stessa cosa del prodotto vettoriale.

La principale differenza tra il prodotto vettoriale e il prodotto esterno è che mentre il prodotto vettoriale produce un oggetto con un solo indice libero (cioè un vettore), il prodotto esterno produce un oggetto con due indici liberi: cioè un tensore di rango 2, oppure nella terminologia dell’algebra di Clifford, un bivettore.

Geometricamente, un bivettore racchiude l’idea di un piano bidimensionale. In particolare ab rappresenta un parallelogramma definito dai vettori a e b (e quindi un piano) e il suo “modulo” ci dà l’area del parallelogramma. In tre dimensioni poiché ad ogni piano corrisponde uno e un solo vettore normale, possiamo rappresentare un piano dando la normale ad a e b, cioè a×b. In più dimensioni ad un piano corrispondono più normali, e quindi lo rappresentiamo con ab, un bivettore.

In base al prodotto scalare e al prodotto esterno, entrambi definiti in dimensione arbitraria, possiamo definire un nuovo prodotto tra due vettori in Rn, il prodotto geometrico:

ab=ab+ab

Per non appesantire la notazione non usiamo più il grassetto per denotare i vettori (quindi diciamo a invece di a). Ora possiamo fare una cosa mai fatta prima, cioè possiamo dividere per un vettore (nel senso del prodotto geometrico). Infatti:

aa=aa+aa=|a|2+0aa|a|2=1a1=a|a|2

Incredibile! Tutti i vettori diversi da zero hanno un’inversa. Inoltre, dato il calcolo sopra, d’ora in poi scriveremo semplicemente a2 al posto di |a|2.

Per illustrare praticamente che algebra viene fuori dal prodotto geometrico, consideriamo R3 con la base standard {e1,e2,e3}. Possiamo calcolare ad esempio:

e1e1=e1e1+e1e1=1+0=1

quindi insistendo che l’algebra sia chiusa rispetto al prodotto geometrico, 1 deve appartenere all’algebra. Possiamo anche calcolare:

e1e2=e1e2+e1e2=e1e2

e quindi poiché il prodotto esterno è antisimmetrico, e1e2=e2e1. Questa proprietà vale in generale: il prodotto geometrico tra vettori ortogonali è antisimmetrico. Notiamo che e1e2 è un bivettore, che corrisponde al piano xy. Possiamo formare anche

e1e3=e1e3ee2e3=e2e3

e questi sono tutti i prodotti possibili a causa dell’antisimmetria. Non abbiamo finito! Possiamo anche calcolare:

e1e2e3=(e1e2)e3=(e1e2)e3+(e1e2)e3=e1e2e3

Abbiamo posto (e1e2)e3=0 perché il piano xy è perpendicolare all’asse z. Questo è l’unico prodotto possibile di tre vettori, perché per l’antisimmetria gli altri sono equivalenti a qualche cosa che abbiamo già scritto. Ad esempio:

e1e2e1=e1e1e2=e2oppuree2e1e3=e1e2e3

Siamo arrivati:

Definizione. L’algebra di Clifford su R3 è lo spazio vettoriale generato dalla base seguente, insieme al prodotto geometrico:

{1,e1,e2,e3,e1e2,e2e3,e1e3,e1e2e3}

Lo spazio ha dimensione 23=8. In generale, un’algebra è uno spazio vettoriale su cui è definito un prodotto. Quindi dati due elementi dell’algebra una qualsiasi loro combinazione lineare è di nuovo un elemento dell’algebra, perché è uno spazio vettoriale; inoltre un qualsiasi prodotto di due elementi è un elemento dell’algebra.

Il grado di un elemento è dato da quanti prodotti include. Ad esempio 1 ha grado 0, 3e1 ha grado 1, e1e2 ha grado 2 e e1e2e3 ha grado 3. Possiamo avere anche elementi di grado misto: 5e1+8e1e2 è la somma di un elemento di grado 1 e di uno di grado 2. A causa dell’antisimmetria, nell’algebra in dimensione n ci sono (nk) elementi di grado k. Pertanto la dimensione dell’algebra è

dim(G)=nk=0(nk)=2n

come confermato anche nel caso n=3 appena visto.

L’elemento di grado massimo è detto pseudoscalare e di solito è denotato dalla lettera I. Nel nostro caso I=e1e2e3: usando l’antisimmetria dei vettori della base otteniamo I2=1, quindi lo pseudoscalare in questo caso può essere usato come una specie di unità immaginaria.

L’ultima cosa che ci rimane da definire è il prodotto tra due elementi generici dell’algebra. Poiché non siamo matematici, lo definiamo a partire da una base: ovvero sapendo le regole del prodotto tra gli elementi della base, possiamo calcolare il prodotto di elementi qualsiasi. Ad esempio:

(5e1+8e1e2)(e1+e2)=5e1e1+8e1e2e1+5e1e2+8e1e2e2==08e1e1e2+5e1e2+0=5e1e2

A questo punto, per definizione, il prodotto scalare tra due elementi generici dell’algebra è l’elemento di grado 0 del prodotto dei due elementi.

Nel prossimo articolo costruiremo altre algebre di Clifford, e poi vedremo come facilitano il calcolo di rotazioni in dimensione arbitraria.

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2 risposte a Cos’è un’algebra di Clifford (#1)

  1. Giopi Codorio scrive:

    Sto incominciando a leggere i tuoi articoli, sembrano comprensibili e più esemplificativi di wikipedia, quindi grazie della tua introduzione sulle algebre di Clifford.

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