Alle superiori abbiamo imparato che esistono due tipi di prodotto tra vettori. Se abbiamo due vettori a e b, possiamo formare i prodotto scalare a⋅b=aibi e il prodotto vettoriale a×b=ϵijkajbk. In quest due espressioni abbiamo adottato la convenzione di Einstein, per cui se un indice è ripetuto allora è sottintesa una sommatoria su quell’indice.
Poiché il prodotto vettoriale esiste solo in 3D, per prima cosa lo generalizziamo in dimensione arbitraria. Lo sostituiamo con il prodotto esterno:
a∧b=a[ibj]=12(aibj−ajbi)
Le parentesi quadre sugli indici indicano antisimmetrizzazione. Il simbolo ∧ è un “cuneo”. Il prodotto si legge quindi “a esterno b” oppure “a cuneo b”. A parte il fattore davanti e qualche segno potete verificare che il prodotto esterno dà circa la stessa cosa del prodotto vettoriale.
La principale differenza tra il prodotto vettoriale e il prodotto esterno è che mentre il prodotto vettoriale produce un oggetto con un solo indice libero (cioè un vettore), il prodotto esterno produce un oggetto con due indici liberi: cioè un tensore di rango 2, oppure nella terminologia dell’algebra di Clifford, un bivettore.
Geometricamente, un bivettore racchiude l’idea di un piano bidimensionale. In particolare a∧b rappresenta un parallelogramma definito dai vettori a e b (e quindi un piano) e il suo “modulo” ci dà l’area del parallelogramma. In tre dimensioni poiché ad ogni piano corrisponde uno e un solo vettore normale, possiamo rappresentare un piano dando la normale ad a e b, cioè a×b. In più dimensioni ad un piano corrispondono più normali, e quindi lo rappresentiamo con a∧b, un bivettore.
In base al prodotto scalare e al prodotto esterno, entrambi definiti in dimensione arbitraria, possiamo definire un nuovo prodotto tra due vettori in Rn, il prodotto geometrico:
ab=a⋅b+a∧b
Per non appesantire la notazione non usiamo più il grassetto per denotare i vettori (quindi diciamo a invece di a). Ora possiamo fare una cosa mai fatta prima, cioè possiamo dividere per un vettore (nel senso del prodotto geometrico). Infatti:
aa=a⋅a+a∧a=|a|2+0⟹aa|a|2=1⟹a−1=a|a|2
Incredibile! Tutti i vettori diversi da zero hanno un’inversa. Inoltre, dato il calcolo sopra, d’ora in poi scriveremo semplicemente a2 al posto di |a|2.
Per illustrare praticamente che algebra viene fuori dal prodotto geometrico, consideriamo R3 con la base standard {e1,e2,e3}. Possiamo calcolare ad esempio:
e1e1=e1⋅e1+e1∧e1=1+0=1
quindi insistendo che l’algebra sia chiusa rispetto al prodotto geometrico, 1 deve appartenere all’algebra. Possiamo anche calcolare:
e1e2=e1⋅e2+e1∧e2=e1∧e2
e quindi poiché il prodotto esterno è antisimmetrico, e1e2=−e2e1. Questa proprietà vale in generale: il prodotto geometrico tra vettori ortogonali è antisimmetrico. Notiamo che e1e2 è un bivettore, che corrisponde al piano xy. Possiamo formare anche
e1e3=e1∧e3ee2e3=e2∧e3
e questi sono tutti i prodotti possibili a causa dell’antisimmetria. Non abbiamo finito! Possiamo anche calcolare:
e1e2e3=(e1e2)e3=(e1∧e2)⋅e3+(e1∧e2)∧e3=e1∧e2∧e3
Abbiamo posto (e1∧e2)⋅e3=0 perché il piano xy è perpendicolare all’asse z. Questo è l’unico prodotto possibile di tre vettori, perché per l’antisimmetria gli altri sono equivalenti a qualche cosa che abbiamo già scritto. Ad esempio:
e1e2e1=−e1e1e2=−e2oppuree2e1e3=−e1e2e3
Siamo arrivati:
Definizione. L’algebra di Clifford su R3 è lo spazio vettoriale generato dalla base seguente, insieme al prodotto geometrico:
{1,e1,e2,e3,e1e2,e2e3,e1e3,e1e2e3}
Lo spazio ha dimensione 23=8. In generale, un’algebra è uno spazio vettoriale su cui è definito un prodotto. Quindi dati due elementi dell’algebra una qualsiasi loro combinazione lineare è di nuovo un elemento dell’algebra, perché è uno spazio vettoriale; inoltre un qualsiasi prodotto di due elementi è un elemento dell’algebra.
Il grado di un elemento è dato da quanti prodotti include. Ad esempio 1 ha grado 0, 3e1 ha grado 1, e1e2 ha grado 2 e e1e2e3 ha grado 3. Possiamo avere anche elementi di grado misto: 5e1+8e1e2 è la somma di un elemento di grado 1 e di uno di grado 2. A causa dell’antisimmetria, nell’algebra in dimensione n ci sono (nk) elementi di grado k. Pertanto la dimensione dell’algebra è
dim(G)=n∑k=0(nk)=2n
come confermato anche nel caso n=3 appena visto.
L’elemento di grado massimo è detto pseudoscalare e di solito è denotato dalla lettera I. Nel nostro caso I=e1e2e3: usando l’antisimmetria dei vettori della base otteniamo I2=−1, quindi lo pseudoscalare in questo caso può essere usato come una specie di unità immaginaria.
L’ultima cosa che ci rimane da definire è il prodotto tra due elementi generici dell’algebra. Poiché non siamo matematici, lo definiamo a partire da una base: ovvero sapendo le regole del prodotto tra gli elementi della base, possiamo calcolare il prodotto di elementi qualsiasi. Ad esempio:
(5e1+8e1e2)(e1+e2)=5e1e1+8e1e2e1+5e1e2+8e1e2e2==0−8e1e1e2+5e1e2+0=5e1e2
A questo punto, per definizione, il prodotto scalare tra due elementi generici dell’algebra è l’elemento di grado 0 del prodotto dei due elementi.
Nel prossimo articolo costruiremo altre algebre di Clifford, e poi vedremo come facilitano il calcolo di rotazioni in dimensione arbitraria.
Sto incominciando a leggere i tuoi articoli, sembrano comprensibili e più esemplificativi di wikipedia, quindi grazie della tua introduzione sulle algebre di Clifford.
Grazie mille!